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Gioia Tauro, inaugurate le due strutture co-housing sociale del progetto “Dopo di noi”

Le strutture sono state progettate per offrire un ambiente accogliente e funzionale, favorendo l’autonomia degli ospiti in condizioni di sicurezza.

di Elisabetta Marcianò - 30 marzo 2026 11:06

Gioia Tauro – Sono state inaugurate ieri pomeriggio a Gioia Tauro le due strutture sociali del progetto “Dopo di noi”, finalizzate a garantire autonomia, inclusione e qualità della vita alle persone con disabilità prive del supporto familiare.

Il progetto, realizzato nell’ambito del PNRR missione 5 - inclusione e coesione, componente 2 infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore", sottocomponente 1 servizi sociali, disabilità e marginalità sociale - investimento 1.2: percorsi di autonomia per persone con disabilità dall’ambito territoriale con capofila il Comune di Rosarno insieme ai Comuni di Palmi, Gioia Tauro e Rizziconi, ha visto la realizzazione di due appartamenti ricavati da immobili comunali riqualificati, capaci di ospitare fino a 12 persone.

Le strutture sono state progettate per offrire un ambiente accogliente e funzionale, favorendo l’autonomia degli ospiti in condizioni di sicurezza.

Pur vivendo in maniera indipendente, gli utenti saranno supportati da un’équipe multidisciplinare composta da educatori, operatori socio-sanitari e professionisti del settore, con l’obiettivo di promuovere percorsi personalizzati di crescita, inclusione sociale e sviluppo delle competenze quotidiane.

Il progetto assume un valore particolarmente rilevante sul piano sociale, rispondendo a un bisogno sempre più sentito dalle famiglie: garantire un futuro sereno ai propri cari con disabilità anche in loro assenza. In questo senso, “Dopo di noi” non rappresenta soltanto una soluzione abitativa, ma un vero e proprio percorso di emancipazione personale.

Le strutture favoriscono inoltre la costruzione di relazioni significative tra gli ospiti, incentivando la socializzazione e contrastando fenomeni di isolamento ed emarginazione. La dimensione domestica consente di ricreare un contesto familiare in cui ciascuno può sentirsi parte attiva della comunità, contribuendo alla gestione della vita quotidiana secondo le proprie capacità.

“Qui penso che mi sentirò come a casa. Imparerò a fare tante cose da solo, come cucinare e organizzare la mia giornata, ma soprattutto sarà bello trovare degli amici con cui condividere momenti importanti, vorrei avere anche un lavoro in futuro.” - ci racconta uno dei ragazzi che sarà ospite del progetto.

Un ulteriore elemento di rilievo è il forte coinvolgimento del territorio: il progetto promuove l’integrazione con il tessuto sociale locale attraverso attività educative, ricreative e lavorative, creando opportunità di collaborazione con associazioni, servizi e realtà produttive. Questo approccio favorisce la diffusione di una cultura dell’inclusione, contribuendo a superare stereotipi e barriere ancora presenti nei confronti della disabilità.

Sostegno alle famiglie e cambiamento culturale. Dal punto di vista sociale, l’iniziativa rappresenta anche un importante supporto per le famiglie, spesso sole nella gestione quotidiana e nella pianificazione del futuro dei propri figli. Il progetto offre una risposta concreta alle loro preoccupazioni, rafforzando il senso di sicurezza e fiducia nelle istituzioni.

“Dopo di noi” si inserisce inoltre in un più ampio processo di trasformazione del modello di welfare, orientato a valorizzare le capacità individuali piuttosto che limitarsi all’assistenza. Si promuove così un cambiamento culturale che riconosce le persone con disabilità come soggetti attivi, titolari di diritti e protagonisti del proprio percorso di vita.

L’iniziativa rientra nelle politiche nazionali previste dalla Legge 112/2016, nota come “Dopo di noi”, ed è stata finanziata attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

“Si tratta di un traguardo fondamentale per la nostra comunità perché offre una risposta concreta a tante famiglie, garantendo ai loro cari un futuro dignitoso e indipendente” – ha dichiarato la sindaca Scarcella.

Il progetto rappresenta un passo significativo verso un modello di welfare più inclusivo, capace di superare la logica assistenzialistica e valorizzare l’autonomia e la piena partecipazione delle persone con disabilità alla vita sociale.

Responsabile dell’UOC4 dottoressa Maria Grazia Elia

Un intervento di co progettazione tra pubblico e privato. Ha curato la ristrutturazione e i lavori di riqualificazione degli immobili e l’adattamento degli spazi la cooperativa sociale VITASI, garantendo aspetti innovativi e funzionali adottando soluzioni di domotica e sistemi di controllo per la sicurezza e per la salute. Il progetto ha ricevuto la super visione dell’ing. Cento del costante monitoraggio dell’assessore alle Politiche Sociali e Welfare del Comune di Gioia Tauro è Mariangela Giovinazzo. Presente al taglio del nastro anche Ernesto Siclari garante regionale per le persone disabili.

Il progetto ci colloca come un ulteriore punto d’orgoglio per tutto l’ambito territoriale ed in particolare per l’amministrazione di Gioia Tauro che si è fatta carico di ospitare il progetto.

PNRR missione 5 - inclusione e coesione,

componente 2 infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore", sottocomponente 1

servizi sociali, disabilità e marginalità sociale - investimento 1.2: percorsi di autonomia per persone con disabilità-

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