I Comitati di Quartiere diventano istituzioni cittadine
Dopo anni e tante battaglie viene regolamentata la partecipazione civica dei cittadini
di Redazione - 14 maggio 2026 11:15
Dopo otto anni di attesa, cambi di guida amministrativa e un lungo percorso nato dalla spinta civica dei territori, il Comune di Reggio Calabria approva il regolamento sui Comitati di Quartiere. Un passaggio atteso da anni che rappresenta, una novità significativa nel rapporto tra Palazzo San Giorgio e le comunità territoriali della città.
Pubblicato lo scorso 9 maggio sull’Albo Pretorio la delibera di approvazione del regolamento e degli atti propedeutici. I Comitati di Quartiere aderenti alla Rete dei Comitati promotori e propulsori dell’odierno istituto di partecipazione, illustrano attraverso le parole del coordinatore Dott Putorti i punti sostanziali della riforma.
Saluti istituzionali e la relazione illustrativa introdotta con l’intervento del consigliere uscente Giuseppe Marino presidente della 2a Commissione Consiliare con l’elogio per il lavoro della commissione nel portare a compimento un percorso ottenuto dai Comitati con determinazione costellati anche i tanti momenti di forte critica
“ Chi critica, ha detto, lo fa perché spera ancora che le cose possano migliorare”.
Il regolamento sui comitati di quartiere approvato dal Comune di Reggio Calabria ha un’impostazione formalmente avanzata, soprattutto sul piano dei principi: partecipazione, trasparenza, bilancio partecipativo, consultazione territoriale, digitalizzazione, coinvolgimento nei procedimenti urbanistici. Tuttavia, leggendo il testo emerge chiaramente una forte “istituzionalizzazione” del ruolo dei comitati che, rispetto alla spinta originaria della petizione del 2021, sembra aver sterilizzato gran parte della capacità autonoma e conflittuale dei comitati civici.
Il risultato finale prova oggi a dare una cornice stabile e riconosciuta alla partecipazione dei cittadini nei quartieri, introducendo strumenti di dialogo strutturato con l’amministrazione comunale.
Il testo riconosce infatti ai comitati un ruolo consultivo e propositivo su temi importanti per la vita cittadina: urbanistica, servizi, ambiente, sicurezza urbana, programmazione territoriale e bilancio partecipativo. I comitati potranno inoltre intervenire nelle commissioni consiliari, avanzare proposte e promuovere assemblee pubbliche nei territori.
Uno degli elementi centrali del regolamento è il collegamento con la nuova “mappa dei quartieri”, approvata dalla Giunta comunale nel 2024. L’articolo 4 stabilisce infatti che i Comitati di Quartiere dovranno adeguarsi alle delimitazioni territoriali ufficiali individuate dal Comune.
Una scelta che punta a dare uniformità organizzativa e una rappresentanza territoriale definita, evitando sovrapposizioni e frammentazioni. Per ogni quartiere o frazione potrà infatti essere riconosciuto ufficialmente un solo comitato. Ed è proprio su questo punto che si concentrerà nei prossimi mesi il confronto con le tante realtà civiche già presenti in città.
L’articolo 5 stabilisce che per ogni quartiere o frazione possa esistere “un solo Comitato di quartiere” riconosciuto ufficialmente
Comitati storici e attivi da anni, dovranno verificare la compatibilità con i nuovi perimetri territoriali previsti dalla mappatura comunale. In alcuni casi il percorso di adeguamento potrebbe risultare immediato; in altri sarà probabilmente necessario avviare un confronto per armonizzare esperienze nate spontaneamente con la nuova organizzazione territoriale prevista dal regolamento.
Il testo, lascia spazio alla continuità delle esperienze civiche già esistenti, prevedendo la possibilità di riconoscimento anche per i comitati costituiti prima dell’entrata in vigore del regolamento, purché adeguati alle nuove disposizioni.
L’art. 9, introduce un forte potere discrezionale dell’amministrazione. Prevede che:
• il comitato debba comunicare 60 giorni prima l’assemblea costitutiva;
• il Comune possa accettare o negare la costituzione;
• il riconoscimento passi attraverso la Segreteria Generale.
Il rischio politico è evidente:
• il comitato non nasce più soltanto dalla comunità;
• nasce se viene “validato” dall’Ente.
Naturalmente il regolamento mantiene un equilibrio istituzionale chiaro: i comitati vengono riconosciuti come organismi di partecipazione e consultazione, ma senza sovrapporsi alle prerogative del Consiglio comunale e degli organi elettivi. I pareri previsti restano infatti non vincolanti e la funzione decisionale continua a rimanere in capo agli organismi democraticamente eletti.
Una scelta prevedibile, considerando che il regolamento nasce proprio per rafforzare il dialogo tra cittadini e istituzioni senza alterare l’equilibrio delle competenze amministrative e politiche.
Tra gli aspetti più apprezzabili del testo emerge invece il tentativo di costruire una partecipazione più strutturata e continuativa:
• il coinvolgimento nei procedimenti urbanistici;
• il richiamo al bilancio partecipativo;
• la possibilità di intervenire nelle commissioni;
• la previsione di assemblee territoriali;
• la partecipazione anche dei non residenti portatori di interesse legittimo.
Importante anche la previsione che impegna sindaco o delegato a partecipare ad almeno tre assemblee di quartiere ogni anno. Un segnale che punta a rafforzare il rapporto diretto tra amministrazione e territori.
Dopo anni di discussioni e rinvii, il regolamento rappresenta dunque un primo punto di arrivo ma anche un punto di partenza. Molto dipenderà ora dall’applicazione concreta delle norme e dalla capacità dei quartieri di organizzarsi all’interno del nuovo quadro regolamentare.
La vera sfida sarà trasformare questo nuovo strumento in un luogo stabile di confronto e partecipazione, capace di valorizzare le energie civiche già presenti nei territori senza disperdere il patrimonio di esperienze costruito negli anni dai tanti comitati spontanei della città.
Giorno 18 maggio presso la Sala Perri di Palazzo Alvaro alle ore 17:00 l’atteso confronto pubblico. La rete dei comitati metterà alla prova i candidati sindaco sul rispetto delle relazioni e coinvolgimento reale dei cittadini. Se il buon vento si vede dal mattino, i Comitati auspicano che ce ne siano quattro nell’incontro.