Politica

Primarie a Reggio, Battaglia vince e il centrosinistra ritrova una sintesi politica

Il M5S e Coalizioni Civico-Politiche in attesa di arruolamento

di Francesco Nicolò - 16 marzo 2026 08:27

Le primarie del centrosinistra a Reggio Calabria consegnano un risultato chiaro: Mimmetto Battaglia è il candidato che guiderà la coalizione nella sfida per la guida della città. Ma il significato politico di questo passaggio va letto con maggiore precisione. Non si tratta di una investitura popolare nel senso pieno del termine, bensì di una investitura politica, maturata all’interno di un perimetro di forze organizzate che hanno scelto di misurarsi attraverso il voto.

La partecipazione, nell’ordine di alcune migliaia di elettori, restituisce comunque il senso di una mobilitazione che ha rimesso in movimento un’area politica che negli ultimi anni era apparsa segnata da divisioni, personalismi e piccoli gruppi spesso incapaci di trovare una linea comune.

Il risultato del voto fotografa in modo piuttosto chiaro gli equilibri interni. Battaglia si afferma con una quota di consenso vicina alla metà dei voti, senza però superare nettamente la soglia della maggioranza assoluta. Alle sue spalle si collocano Giovanni Muraca, con un risultato significativo che si colloca attorno a un terzo dei consensi, e Massimo Canale, che raccoglie una quota più contenuta ma comunque rilevante, indicativamente attorno a un quinto dei voti.

Numeri che raccontano una cosa molto semplice: la leadership è stata individuata, ma la coalizione resta politicamente plural

Il risultato sintetizza, a maggioranza, il peso politico del Partito Democratico all’interno della coalizione. Le primarie hanno quindi svolto la loro funzione più classica: trasformare rapporti di forza interni in una sintesi politica riconoscibile. La vittoria di Battaglia rappresenta, in questo senso, il punto di equilibrio che ricompone le fratture e restituisce al centrosinistra una guida unitaria.

Ma la lettura del voto non può fermarsi al dato del vincitore. Le altre componenti della coalizione escono dalla competizione senza aver conquistato la candidatura, ma non per questo sconfitte sul piano politico. Al contrario, si ritrovano dentro la coalizione con un peso che resta significativo e che è stato misurato proprio dal confronto elettorale.

In particolare Muraca e Canale, gli unici veri contendenti nella competizione, rappresentano oggi aree politiche che hanno dimostrato radicamento e consenso. Il risultato ottenuto non si traduce nella guida della coalizione, ma definisce comunque una presenza politica che difficilmente potrà essere ignorata nel futuro assetto del centrosinistra.

La logica delle primarie, infatti, non produce soltanto un vincitore: ridisegna anche gli equilibri interni. In questa prospettiva il risultato di Muraca e Canale potrà diventare un elemento di riequilibrio politico nella fase successiva. Se la coalizione dovesse conquistare Palazzo San Giorgio, il peso dei voti raccolti dai due contendenti rappresenterà inevitabilmente una base per ridiscutere alcune posizioni che oggi appaiono perse o marginalizzate.

È la dinamica naturale di una coalizione plurale: il voto stabilisce una leadership ma non cancella le identità politiche che la compongono. Anzi, le misura e le rende parte di un equilibrio più definito.

La vittoria di Battaglia, dunque, non chiude il confronto interno ma lo organizza attorno a una guida riconosciuta. Il centrosinistra prova così a presentarsi compatto nella sfida per il governo della città, dopo una stagione segnata da divisioni e frammentazioni.

Resta ora l’altro lato della partita. Il centrodestra dovrà prendere atto di un quadro politico che, almeno sul fronte opposto, appare oggi più definito. Per competere realmente serviranno un candidato credibile e un programma concreto, capace di affrontare i nodi strutturali della città e di garantire, prima di tutto, quell’ordine contabile e amministrativo che resta una delle condizioni indispensabili per il futuro di Reggio Calabria.

La campagna elettorale, di fatto, comincia adesso. E le primarie hanno già indicato il primo dato politico: il centrosinistra ha trovato una sintesi, malgrado l’affluenza alle urne sia stata al di sotto delle aspettative per una coalizione che nelle precedenti primarie aveva portato a consultazione nel 2014 oltre 15000 cittadini e simpatizzanti e che oggi si presenta a scegliere il candidato unico con meno della metà di partecipazione. A segnare un forte segnale di disaffezione politica e tensione degli stessi attivisti e di ferite non ricucite.

Toccherà alla città giudicarne la solidità, ed il programma di questa nuova edizione.