Politica

Da Skibidibì a Bibidi Bobidi Bu!

Dal Lungomare più bello d’Italia alla panchina più incomprensibile di Reggio

di Francesco Nicolò - 31 maggio 2026 09:37

Per anni ci hanno raccontato la città delle meraviglie.

La città che rinasceva. La città che cambiava volto. La città dei rendering spettacolari, delle inaugurazioni, dei tagli del nastro, delle conferenze stampa e delle promesse di una Reggio finalmente proiettata nel futuro.

Una sorta di "Bibidi Bobidi Bu" amministrativo.

Poi arriva la realtà. E la realtà, oggi, ha la forma di una panchina attraversata da un palo piazzato nel mezzo, sul Lungomare Falcomatà, il salotto buono della città, il luogo che dovrebbe rappresentare il meglio di Reggio Calabria.

A prima vista sembra una candid camera. Qualcuno pensa a un'opera d'arte contemporanea. Qualcun altro ipotizza una nuova installazione interattiva. I più maliziosi la considerano il simbolo perfetto di un decennio di amministrazione cittadina.

Perché quella panchina è molto più di una panchina. È una metafora!

Una metafora di come a Reggio si sia spesso preferito l'effetto annuncio al risultato concreto, la narrazione all'utilità, il racconto alla sostanza.

E allora viene spontaneo chiedersi: chi ha progettato questa meraviglia? Chi l'ha approvata? Chi l'ha verificata? Chi ha firmato gli stati di avanzamento? Chi ha certificato che tutto fosse realizzato correttamente?

Possibile che tra progettisti, RUP, direttori dei lavori, collaudatori, dirigenti e amministratori nessuno abbia avuto un sussulto osservando il risultato finale?

Nessuno che abbia detto: "Forse c'è qualcosa che non torna". Eppure il meccanismo delle opere pubbliche è pieno di firme, pareri, controlli, autorizzazioni e verifiche. Tutti rigorosamente presenti.

Il problema è che alla fine resta la panchina.E quella non firma nessuno. Parla da sola.

La cosa più sorprendente è che questa fotografia arriva al termine di una stagione politica che ha fatto della comunicazione la propria principale infrastruttura.

La città delle piste ciclabili che finiscono nel nulla. La città delle inaugurazioni infinite.

La città dei rendering patinati. La città nella quale ogni critica veniva archiviata come disfattismo e ogni osservazione come attacco politico.

Eppure oggi basta una semplice fotografia per demolire centinaia di comunicati stampa. Perché la propaganda può raccontare qualsiasi cosa.La realtà no.

La realtà è una panchina con un palo in mezzo. E forse, più che un errore progettuale, è il monumento involontario a dodici anni di governo cittadino: tanto racconto, tanta scenografia, tanti effetti speciali.

Bibidi Bobidi Bu.

Poi però arriva il momento in cui la carrozza torna zucca. 

E la zucca, stavolta, è parcheggiata sul Lungomare più bello d'Italia.