Politica

BIT Milano, Bagnara che guarda oltre

Quando la promozione del territorio smette di essere un sermone

di Francesco Nicolò - 18 gennaio 2026 14:07

C’è una differenza sostanziale tra parlare di sviluppo e creare le condizioni perché lo sviluppo accada davvero.

 La manifestazione di interesse promossa dal Comune di Bagnara Calabra per la partecipazione alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo 2026 BIT va letta esattamente in questa direzione: non come un atto formale, ma come una scelta politica e amministrativa che rompe l’autoreferenzialità e guarda oltre le mura comunali.

La promozione dei prodotti e delle eccellenze del territorio, se resta confinata entro i limiti geografici di un singolo Comune, rischia di trasformarsi in un rito domenicale: buone intenzioni, belle parole, ma scarso impatto reale. 

L’amministrazione di Bagnara, invece, sembra aver compreso che oggi le occasioni di crescita passano dalla costruzione di reti, dal coinvolgimento di operatori, associazioni e soggetti che magari non risiedono formalmente nel Comune, ma che con quel territorio dialogano, lavorano, producono valore.

La BIT di Milano non è una vetrina qualunque. È uno dei principali appuntamenti internazionali del turismo e richiede una proposta unitaria, credibile e organizzata, capace di raccontare non solo un luogo, ma un sistema territoriale. È qui che la manifestazione di interesse assume un significato concreto: mettere attorno a un tavolo strutture ricettive, ristoratori, produttori, operatori culturali e del terzo settore per costruire un’offerta integrata, non una somma di iniziative isolate.

Questa opportunità non nasce per caso. È il frutto anche di relazioni istituzionali efficaci con l’ente regionale, relazioni che – nei fatti – vedono nell’assessore alle attività produttive Ianni Letteria e nel consigliere regionale Mattiani Giuseppe interlocutori capaci di tradurre i contatti in occasioni operative. Un passaggio tutt’altro che scontato in un contesto dove spesso il rapporto tra enti resta sulla carta e raramente produce risultati tangibili.

La manifestazione di interesse è chiara: non prevede oneri per il Comune, non assegna rendite di posizione, ma chiede partecipazione, contenuti, collaborazione.

Chiede agli operatori di esserci, di contribuire alla narrazione del territorio, di trasformare prodotti, servizi ed esperienze in una proposta riconoscibile e spendibile sui mercati turistici.

È un invito che merita attenzione, soprattutto da parte di chi troppo spesso lamenta l’assenza di visione o di occasioni. Qui l’occasione c’è. E riguarda non solo Bagnara, ma un’idea più ampia di sviluppo che supera i confini amministrativi per diventare strategia territoriale.

La partecipazione all’incontro pubblico fissato dall’amministrazione non è un atto burocratico: è una scelta di campo

Significa decidere se restare spettatori di un racconto che si ripete o diventare parte attiva di un progetto che prova, finalmente, a parlare al mondo con una voce sola.

Un cambio di passo rispetto a una promozione autoreferenziale che rischia di restare confinata in un sermone domenicale, buono per i convegni ma sterile nei risultati.

Al netto delle appartenenze, è un dato di fatto che senza un interlocutore credibile a livello regionale molte iniziative locali restano schiacciate sui limiti delle risorse e dei tempi. In questo caso, l’azione portata avanti dall’on. Mattiani si inserisce in una logica di supporto concreto ai territori, dimostrando come la politica, quando funziona, non sia solo contrapposizione ma capacità di rendere possibili i progetti.

La BIT di Milano non è una passerella simbolica. È un banco di prova dove servono contenuti, organizzazione e una narrazione coerente. La scelta di presentarsi con un’offerta integrata, costruita insieme a operatori economici, associazioni e soggetti del terzo settore, indica una direzione che va oltre la contingenza amministrativa e parla di metodo.

Un’occasione concreta, documentata e già avviata, come emerge dall’avviso ufficiale del Comune per la costituzione della rete territoriale in vista della BIT 2026. 

E tutto questo non può che intrecciarsi con l’identità profonda di Bagnara Calabra, città che non è solo spazio amministrativo ma luogo di cultura, talento e memoria. Terra natale di artisti illustri, Bagnara ha saputo nei secoli generare visioni, linguaggi e sensibilità che hanno superato i suoi confini geografici, proprio come oggi si chiede di fare alle sue politiche di sviluppo.

Una città che torna a investire sulla promozione, sulle relazioni e sulla vitalità del proprio tessuto sociale ed economico non tradisce la propria storia, ma la rinnova. 

La sfida è restituire a Bagnara un ruolo vivo, riconoscibile, capace di coniugare bellezza, creatività e intraprendenza, trasformando il patrimonio culturale e umano in energia contemporanea.

Se questa direzione verrà perseguita con continuità, Bagnara potrà tornare a essere non solo un luogo da ricordare, ma una città da vivere, aperta, dinamica, all’altezza del talento che l’ha generata e che ancora oggi può rappresentarla nel mondo.