Manovra 2026:chi ci guadagna davvero
Chi beneficia, quanto vale il beneficio e chi resta escluso
di Francesco Nicolò - 10 gennaio 2026 09:57
La Legge di Bilancio 2026 approvata dal governo Meloni ed ormai in vigore dal 1 gennaio non introduce una riforma complessiva del sistema fiscale, ma una serie di interventi mirati, molti dei quali condizionati.
Per capire se e quanto conviene a lavoratori e famiglie, è necessario guardare ai numeri, alle soglie e alle condizioni di applicazione.
La parte sensibile della manovra è la protezione dei salari e della produttività attraverso il miglioramento di alcune misure già esistenti finalizzata naturalmente all'aumento dei consumi.
Come ampiamente diffuso la manovra è politicamente distintiva dell'azione di governo attraverso la riduzione Irpef dello scaglione medio:
Dal 2026 l’IRPEF è articolata come segue:
• fino a 28.000 € → 23%
• da 28.001 a 50.000 € → 33%
• oltre 50.000 € → 43%
Rispetto all’anno precedente lo scaglione intermedio scende dal 35% al 33%.
Nella sua massima applicazione il beneficio massimo teorico arriva a 440 euro annui per chi ha redditi collocati interamente nel secondo scaglione.
La misura seppur non soddisfacente per una significativa tutela dei redditi rappresenta oggettivamente un beneficio automatico valido per lavoratori dipendenti e autonomi IRPEF.
La misura non è applicabile ai contribuenti in regime forfettario che hanno un regime ancora più agevole.
Aliquota agevolata per i rinnovi contrattuali
Altra misura introdotta riguarda gli aumenti retributivi da rinnovi contrattuali. Una misura non generalizzata ma soggetta a condizioni.
Nell'anno 2026 viene applicata una tassazione sostitutiva pari al 5% sugli aumenti di stipendio.
L’aliquota agevolata riguarda esclusivamente:
• la quota di aumento retributivo derivante da rinnovi di contratti collettivi
• contratti scaduti da almeno 12 mesi
• aumenti erogati nel 2026
• lavoratori con reddito da lavoro dipendente 2025 non superiore a 33.000 euro
• aumenti chiaramente identificabili come incremento contrattuale
• scelta del datore di lavoro di applicare il regime agevolato
Resta esclusa dalla tassazione
• retribuzione ordinaria
• scatti di anzianità
• superminimi
• arretrati non qualificati
• aumenti individuali
Valore indicativo del beneficio
Un aumento contrattuale di 100 euro lordi mensili (circa 1.300 euro annui) può generare un vantaggio netto di circa 300 euro all’anno rispetto alla tassazione ordinaria
Premi di produttività e partecipazione agli utili
Per il biennio 2026–2027 è prevista una forte agevolazione fiscale, che mette in difficoltà l'utilizzo delle piattaforme welfare:
• imposta sostitutiva all’1%
• applicabile fino a 5.000 euro annui
• riservata ai lavoratori del settore privato
• accessibile solo in presenza di contrattazione aziendale o territoriale
Rispetto alla tassazione IRPEF ordinaria, il risparmio può superare 1.200 euro annui su 5.000 euro di premio.
Welfare aziendale e buoni pasto
Buoni pasto elettronici
La soglia di esenzione elevata a 10 euro al giorno: in precedenza era pari a 8 euro
In un mese lavorativo medio (21 giorni), il valore esente sale a 210 euro, contro i precedenti 168 euro.
Famiglie: sostegni confermati
Assegno unico per i figli
Gli importi mensili per figlio restano sostanzialmente invariati:
• ISEE fino a 15.000 euro → circa 190 euro
• ISEE tra 25.000 e 40.000 euro → circa 100–120 euro
• ISEE oltre 40.000 euro → circa 54 euro (importo minimo)
Non sono previste nuove maggiorazioni generalizzate.
Bonus energia
I bonus sociali su luce e gas restano attivi con accesso automatico per i nuclei con:
• ISEE fino a 9.530 euro
• ISEE fino a 15.000 euro con almeno tre figli
• ISEE fino a 20.000 euro con almeno quattro figli
Il beneficio medio annuo varia tra 250 e 500 euro.
La fascia di reddito medio resta esclusa.
Partite IVA
Rimane confermato il regime anche per redditi da lavoro dipendente fino a 35000 euro
• regime forfettario invariato
• imposta sostitutiva stabile
• nessun aumento generalizzato delle imposte
Chi beneficia di più (in sintesi)
• lavoratori dipendenti con redditi tra 28.000 e 50.000 euro
• dipendenti con premi di produttività o welfare aziendale
• lavoratori coinvolti in rinnovi contrattuali agevolati
Beneficio stimato: da 300 a oltre 1.000 euro annui, a seconda dei casi.
Agevolazioni Casa
La Legge di Bilancio 2026 proroga per tutto l’anno 2026 le principali agevolazioni per lavori edilizi, mantenendo le aliquote e i meccanismi già in vigore nel 2025.
Detrazione IRPEF del 50% per sull'abitazione principale, 36% sugli atri immobili ad uso non produttivo. Ecobonus, Sismabonus, Bonus Mobili mantengono le condizioni del 2025.
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La manovra 2026 premia il lavoro dipendente stabile, soprattutto nelle realtà più strutturate.
Le famiglie mantengono le tutele esistenti senza rafforzamenti significativi.
Le partite IVA restano sostanzialmente inermi, senza nuovi strumenti di sostegno.
È una manovra selettiva, che produce vantaggi concreti solo per chi rientra nelle condizioni previste.
Obbiettivo del governo non appare quello di ridurre la tassazione orizzontalmente ma incentivare acquisti da parte di una categoria di contribuenti che non beneficia di detrazioni (molto limitate) ma che può muovere dí qualche punto il Pil.