REGGIO AL BIVIO: QUARTA PUNTATA: Resistere o Rilanciare?
La sobria continuità di Battaglia incrocia la veemenza di Cannizzaro e l'eclettismo di Lamberti
di Francesco Nicolò - 31 marzo 2026 12:51
Il tempo delle tattiche e dei "nomi di paglia" è finito. Con un video che rompe gli indugi e satura lo spazio comunicativo, Francesco Cannizzaro si prende la scena e la leadership della coalizione. Non è solo una candidatura a Sindaco; è il tentativo di Forza Italia di blindare l’egemonia sul territorio reggino, sgomberando il campo dalle suggestioni (Giusi Princi) o dalle figure esterne "di garanzia" che avevano animato il dibattito finora.
L’ingresso del coordinatore regionale azzurro non è un atto isolato, ma il sasso nello stagno che costringe tutti gli altri attori a ricalibrare le proprie ambizioni. La sua discesa in campo trasforma le elezioni comunali di Reggio Calabria in un duello plastico, quasi antropologico, tra due visioni del mondo e del futuro della città: la "continuità necessaria" di Giuseppe Battaglia contro la "rottura propositiva" del candidato azzurro.
Mentre i due poli principali serrano i ranghi, l'area civica vive ore di fermento e strappi. L'ufficializzazione della corsa di Lamberti segna un punto di non ritorno: la sua discesa in campo chiude, di fatto, la porta alla possibilità di un fronte unico civico. Un segnale chiaro di frammentazione che complica i piani di chi sperava in un terzo polo granitico.
Resta invece nel limbo Anna Nucera. Nonostante il raggruppamento costituito già da tempo, la sua candidatura non è ancora ufficiale. In questo silenzio politico si fa strada un'ipotesi suggestiva: che l'"attrazione fatale" del recente passato possa spingerla verso un allargamento del cosiddetto "campo largo". Una mossa che la vedrebbe rinunciare alla corsa solitaria per confluire nel progetto a sostegno di Mimmetto Battaglia, blindando così il fianco sinistro e progressista della coalizione uscente.
Battaglia prosegue con il passo del veterano, puntando sul realismo amministrativo. Il suo asse è la difesa del lavoro oscuro di dodici anni di legislatura, marchiati dal piano di rientro dal debito. "Abbiamo evitato il baratro, ora serve responsabilità", è il mantra per rassicurare l'elettorato moderato che teme nuovi dissesti finanziari.
Dall'altra parte, Cannizzaro attacca frontalmente. Mette sul tavolo i "trofei" romani — i fondi per l'Aeroporto dello Stretto, il porto turistico, le circoscrizioni — e punta sul coinvolgimento dell'imprenditoria locale e sull'innovazione del progetto Mediterranean Life. È la "veemenza del giovane" che sfida la "tranquillità del veterano", proponendosi come il motore capace di scuotere una Reggio rimasta troppo a lungo sulla difensiva.
Mentre il panorama delle liste appare cristallizzato, ogni mossa viene letta sotto la lente della politica nazionale. Non mancano i detrattori che etichettano la scelta di Cannizzaro come un "ripiego" per scenari romani incerti, un’accusa che il coordinatore azzurro dovrà smentire con i fatti.
Sullo sfondo, restano due variabili decisive. Da un lato il "tesoretto" di Angela Marcianò, la cui eventuale assenza libera una dote di consensi che ha già spostato gli equilibri in passato.
Ed ancora pesa l'incognita del Referendum: i "Sì" e i "No" su temi nazionali e locali potrebbero diventare il vero ago della bilancia. Saranno certamente sollevate le ataviche incompiute e le grandi opere mai compiute, i movimenti "pro ponte no ponte" la cornice politica immancabile, trasformando la cabina elettorale in un test di fiducia che va ben oltre i confini comunali. Tra questione di principio politico e temi divisivi si potrebbe delineare e prendere spazio il civismo di Lamberti che punta solo alla forma di città che auspica per Reggio Calabria non intervenendo nei temi nazionali. Nel dibattito non si potrà trascurare l'azione che il sindaco della città di Reggio Calabria in qualità di Sindaco della citta Metropolitana dovrà condurre nel territorio vasto. Azione politica e tematiche non indifferente ne trascurabile in termini di consenso e partecipazione trasversale dei territori a sostegno dei candidati oggi dichiarati.
La partita è ufficialmente aperta. Reggio è al bivio: consolidare i passi fatti per uscire dalla crisi o scommettere su un’accelerazione ambiziosa. In palio non c'è solo Palazzo San Giorgio, ma il peso che la classe dirigente reggina avrà ai tavoli romani e regionali del 2027. Nulla sarà più come prima.