Reggio al bivio: terza puntata, il volto delle primarie
di Francesco Nicolò - 06 marzo 2026 16:23
Il 15 marzo Reggio Calabria si apre alle primarie del centro sinistra che rappresentano il primo vero banco di prova per misurare equilibri, fratture e prospettive politiche di un campo progressista che negli ultimi anni ha mostrato segnali evidenti di frammentazione.
Sul modello tradizionalmente adottato dal centrosinistra italiano: possono votare tutti i cittadini maggiorenni che si riconoscono nell’area progressista, previo versamento di un contributo simbolico e sottoscrizione della dichiarazione di adesione ai valori della coalizione.
Il meccanismo è semplice: ogni elettore potrà esprimere una sola preferenza per uno dei candidati; il candidato più votato diventerà il candidato unitario del centrosinistra alle prossime elezioni comunali.
Il sistema, in teoria, punta a rafforzare la legittimazione popolare del candidato. In pratica, però, diventa anche uno strumento di misurazione dei rapporti di forza tra correnti, gruppi e leadership locali.
Il primo candidato è Demetrio Battaglia, figura storica del centrosinistra reggino e candidato sostenuto principalmente dal Partito Democratico. La sua candidatura alle primarie rappresenta la continuità amministrativa e politica del centrosinistra che ha governato la città negli ultimi anni, nell’area vicina al sindaco Giuseppe Falcomatà. Arriva nella compagine amministrativa nasce dopo una lunga serie di scontri e scissioni interne nel PD e nella maggioranza cittadina e per il dopo Falcomatà che aveva puntato quale traghettatore Paolo Brunetti già facente funzioni.
Giovanni Muraca si colloca nell’area riformista del centrosinistra calabrese. Muraca rappresenta quell’area del centrosinistra che negli ultimi anni ha maturato una maggiore autonomia rispetto alla struttura del PD cittadino e che oggi chiede una ridefinizione degli equilibri interni alla coalizione. La sua presenza alle primarie non è soltanto una sfida elettorale: è il tentativo di dimostrare che esiste uno spazio politico capace di pesare nella costruzione della futura leadership del centrosinistra. La sua discesa in campo alle primarie serve quindi anche a dimostrare che esiste un blocco politico capace di competere con la struttura del PD locale. In questa chiave Muraca gioca una partita doppia. In caso di successo diventerebbe il candidato del centro sinistra, con evidenti ripercussioni a livello di governo regionale del partito PD. In caso di non elezione ma con un risultato significativo, dimostrerebbe che la sua area politica ha un peso determinante negli equilibri della coalizione, anche in previsione delle prossime elezioni politiche.
Massimo Canale rappresenta la componente civica del centrosinistra. Avvocato, ha alle spalle una lunga esperienza amministrativa. Negli ultimi anni ha promosso il movimento civico Onda Orange, con l’obiettivo di costruire un progetto politico basato sulla partecipazione civica e sul coinvolgimento di professionisti e associazioni. Persona stimata ma che non appare oggi poter impensierire la sfida alla leadership.
La scelta del candidato che rappresenterà la coalizione di sinistra con un “campo largo” segnerà comunque una pausa nelle ostilità interne rinviate al prossimo anno per la formazione delle liste nazionali.
Il centrodestra dopo la dichiarazione d’amore dell’on Francesco Cannizzaro, e la sempre più stretta relazione politica Lega ed il gruppo Reggio Futura con Scopelliti artefice di posizionamenti politici tra Roma e Calabria pare in attesa di conoscere chi sarà il detentore del “titolo” per piazzare un adeguato sfidante.
Le “liste civiche” divise nella leadership piuttosto che dai programmi ad oggi non sono riuscite a proporre una formazione compatta e realmente alternativa. Tuttavia gli scenari sono aperti a diverse possibilità, dipenderà da chi saranno i candidati protagonisti e nella loro capacità di riportare dentro le anime disperse.