Giannetta, dal Vinitaly alla sfida per la Camera: la vera partita di Vannacci a Reggio
di Francesco Nicolò - 24 agosto 2026 07:54
Al Vinitaly and the City di Reggio Calabria, l’8 e 9 agosto, Domenico Giannetta era ancora lì, dentro quella politica calabrese che oggi sembra improvvisamente alle sue spalle. Poche settimane dopo, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale diventa il candidato di Roberto Vannacci alle suppletive del 27 e 28 settembre.
Un cambio di casacca e di prospettiva.
La candidatura di Giannetta non è una candidatura qualunque. Futuro Nazionale affronta per la prima volta un’elezione con il proprio simbolo e sceglie non un militante storico del vannaccismo, ma un uomo proveniente dal cuore stesso del centrodestra calabrese.
E Giannetta non appare come l’uomo che ha trovato in Vannacci la propria identità politica. Appare piuttosto come un uomo che ha trovato in Vannacci uno spazio politico nuovo.
Dall’altra parte c’è Forza Italia, che per conquistare il seggio lasciato libero da Francesco Cannizzaro ha scelto Fabio Roscioli, tesoriere nazionale del partito. Il centrodestra punta dunque su un esponente della struttura nazionale, mentre Vannacci risponde con un candidato che ha costruito il proprio consenso nel territorio.
La partita per adesso si sposta nella verifica di due modelli: Forza Italia mette in campo il partito, Vannacci mette in campo il territorio. E Giannetta diventa il terreno sul quale si misura questa contrapposizione.
Ma non è soltanto una competizione tra tre candidati — Roscioli per il centrodestra, Frank Benedetto per il centrosinistra e Giannetta per Futuro Nazionale. È una competizione tra tre idee diverse di rappresentanza.
Il paradosso Giannetta
Vannacci sceglie Giannetta che non è il candidato ideale per costruire un partito esclusivamente identitario e nazionalista ma piuttosto perché è invece il candidato ideale se l’obiettivo è dimostrare che Futuro Nazionale può uscire dal recinto del consenso vannacciano e conquistare uomini e voti provenienti dal centrodestra tradizionale.
Vannacci, non sembra chiedere a Giannetta di diventare un altro Vannacci. Gli chiede di portare dentro Futuro Nazionale il proprio consenso, la propria storia e il proprio territorio.
La candidatura contiene anche un messaggio molto preciso non solo al partito di Antonio Tajani e alla classe dirigente calabrese: “Voi avete un partito. Io ho preso uno dei vostri uomini più forti.” Non un militante qualsiasi, ma il capogruppo regionale che si sposta dopo Furgiele verso un nuovo territorio da conquistare.
La reazione di Roberto Occhiuto è stata infatti immediata e durissima: dopo la candidatura, Giannetta è stato dichiarato fuori dalla maggioranza di centrodestra in Regione e questo rende la candidatura ancora più politica.
Se fosse stata semplicemente una candidatura personale, sarebbe stata una normale rottura. Ma Giannetta è diventato il simbolo della sfida di Vannacci al centrodestra calabrese e in generale nazionale, con un affondo alla Lega in un momento di probabile transizione della leadership.
E qui il Vinitaly diventa quasi una fotografia politica. Il Giannetta del Vinitaly è l’immagine di un politico perfettamente inserito nel sistema istituzionale e territoriale calabrese.
Il Giannetta delle suppletive è invece l’uomo che quel sistema ha deciso di abbandonare o dal quale, secondo la sua lettura, non ha più ricevuto lo spazio che cercava, per tentare un salto nazionale. Un politico secondo eletto nella circoscrizione Sud, con oltre 10.000 preferenze, con 4 legislature alle spalle a cui il partito affida l’incarico di capogruppo non sono sufficienti a resistere il corteggiamento esterno di Furgiuele il cavallo di troia di FN in Calabria in cerca degli eterni secondi e terzi dei partiti.
Per Vannacci, Giannetta è il primo vero test per saggiare la sua popolarità ed gancio di traino per un progetto che potrebbe portare il centrodestra a riconsiderare le attuali posizioni politiche per mantenere il controllo del governo.
La partita vera
Forza Italia probabilmente può permettersi di leggere la competizione come una sfida territoriale da vincere attraverso il peso del centrodestra.
Vannacci, invece, non può permettersi di considerarla soltanto una suppletiva.Per lui Reggio Calabria è il primo esame del nuovo partito.
Se Giannetta raccoglierà un consenso significativo, Futuro Nazionale potrà sostenere di essere riuscito a fare qualcosa di molto difficile: portare il proprio simbolo dentro un elettorato che non nasce necessariamente vannacciano. Giannetta allora potrebbe diventare più importante per Vannacci di quanto sembri.
Se un uomo con la storia politica di Giannetta può lasciare Forza Italia e diventare il candidato di Vannacci, significa che Futuro Nazionale può essere percepito non soltanto come il partito degli uomini che condividono le idee del generale, ma come una possibile nuova casa per una classe dirigente che nei partiti tradizionali non trova più spazio o prospettive. A Reggio Calabria la sfida assume una dimensione nazionale, tutt’altro che banale dalla quale potrebbe sollevarsi un’onda di tanti dirigenti e uomini politici chiusi dal controllo dei partiti di provenienza.
Il 27 e 28 settembre non si voterà soltanto per sostituire un deputato.
Si voterà anche, in qualche misura, sulla capacità di un nuovo partito di trasformare un leader carismatico in una struttura politica.
Forza Italia ha scelto un uomo dell’apparato.
Vannacci ha scelto un uomo del territorio.
Roscioli dovrà dimostrare quanto pesa il partito.
Giannetta dovrà dimostrare quanto pesa il proprio consenso.
Vannacci dovrà dimostrare quanto vale il suo progetto.
Il campo largo pesantemente battuto nelle Regionali e nelle ultime Comunali non brucia altri uomini e si affida nella competizione ad un noto professionista il dott. Benedetto che non ha un reale apparato politico.
Alla fine, sarà proprio questo il risultato più importante delle suppletive di Reggio Calabria, l’inizio del Risiko politico che porterà alle elezioni politiche 2027 con un generale Vannacci esperto di strategie.