Politica

Consiglio Metropolitano, il territorio torna protagonista: il centrodestra ridisegna la geografia della rappresentanza

il territorio sostituisce il capoluogo

di Francesco Nicolò - 20 luglio 2026 16:25

Il nuovo Consiglio Metropolitano non segna soltanto un cambio di maggioranza. Segna soprattutto un cambio di impostazione politica.

La scelta del sindaco metropolitano Francesco Cannizzaro di chiedere alle forze della coalizione di non candidare consiglieri comunali della città di Reggio Calabria ha prodotto un effetto evidente: spostare il baricentro della rappresentanza dal capoluogo all'intero territorio metropolitano. Una scelta che rompe con il passato, quando Palazzo San Giorgio esprimeva la parte predominante dell'assemblea.

Le quattro liste in campo hanno tradotto questa strategia in numeri. Forza Italia elegge quattro consiglieri, Patto dei Territori, espressione di Fratelli d'Italia, Lega e liste civiche di centrodestra, ne conquista cinque, Moderati ottiene un seggio, mentre PD Progressisti porta in Consiglio quattro rappresentanti. Le tre liste riconducibili al centrodestra raggiungono così 10 dei 14 seggi, costruendo una maggioranza ampia e politicamente omogenea.

Ma il dato più interessante emerge osservando la provenienza degli eletti. Il Consiglio risulta quasi completamente rinnovato, sia nei nomi sia nella distribuzione territoriale. Gli unici consiglieri confermati rispetto alla precedente consiliatura sono Carmelo Versace e Domenico Mantegna. Tutti gli altri rappresentano un ricambio che interessa contemporaneamente persone e territori.

Ancora più significativo è il ridimensionamento del peso del capoluogo. Se nella precedente legislatura Reggio Calabria esprimeva sette consiglieri metropolitani, oggi la rappresentanza cittadina si riduce a due soli componenti, lasciando spazio ai comuni della provincia. È probabilmente il dato politico più innovativo di questa elezione, perché restituisce centralità a un'istituzione che, per sua natura, dovrebbe rappresentare l'intera area metropolitana e non soltanto la città capoluogo.

La nuova geografia politica evidenzia una forte presenza dell'area aspromontana, una rappresentanza diffusa lungo l'area dello Stretto, nella fascia jonica e nei comuni preaspromontani. Una distribuzione che rende il Consiglio più capillare e maggiormente aderente alla realtà amministrativa della Città Metropolitana.

All'interno della coalizione vincente emergono però anche alcuni elementi di riflessione. Forza Italia si conferma il partito più rappresentato con quattro consiglieri, mentre Fratelli d'Italia ottiene tre eletti. Più complessa la situazione della Lega, che rimane esclusa dal Consiglio Metropolitano. L'esito sembra essere il risultato di una frattura tra la componente cittadina del partito e il coordinamento provinciale: sarebbe mancato il voto decisivo di un consigliere comunale reggino, determinando l'assenza del Carroccio dall'assemblea metropolitana.

Non meno significativa è la mancata elezione della sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, rimasta fuori per una manciata di voti. Una circostanza che lascia senza rappresentanza diretta uno dei principali centri della Costa Viola, area che, insieme ad altri comprensori, continua a non esprimere una propria voce all'interno del Consiglio.

Il nuovo Consiglio Metropolitano nasce quindi con una rappresentanza territoriale più diffusa e con un ricambio quasi totale della classe dirigente. Resta ora da verificare se questo riequilibrio geografico saprà tradursi anche in un diverso modello di governo dell'ente, capace di dare risposte omogenee a tutte le aree della Città Metropolitana e non soltanto al capoluogo.

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