Basta festa della Madonna!
. Abolito anche il Natale, Capodanno e Carnevale. Viva Halloween
di Francesco Nicolò - 21 settembre 2026 07:20
Editoriale satirico · Verso un futuro finalmente privo di passato
Sapete chi ci mancava? Il Grinch. Quello che dalla montagna non sopportava rumore, luci e canti, e che un giorno scese in città a portarsi via tutto. Ecco: qualcuno ha deciso di imitarlo.
Ci siamo arresi all'evidenza. Un recente e coraggioso appello ci ha aperto gli occhi: una festa che dà fastidio a qualcuno non deve esistere. Principio semplice, elegante, inattaccabile. Per quasi cinque secoli i reggini hanno ballato, pregato e mangiato panini sui marciapiedi senza accorgersi di quanto fosse sbagliato. Menomale che è arrivato qualcuno a spiegarcelo.
Ebbene la controproposta è di applicare il metodo fino in fondo.
Fuori il Natale, un disastro.
Luminarie che consumano energia, alberi che sequestrano le piazze, mercatini che occupano il suolo pubblico, zampognari che rovinano il silenzio delle sei di mattina, cenoni che intasano i ristoranti, parenti che si incontrano e per giunta il traffico. Un presepe occupa metri quadrati che potrebbero servire a un parcheggio. Il villaggio di Babbo Natale? Inaccettabile: un uomo barbuto e sospetto che regala doni senza fatturare.
File di genitori commossi, pastorelli che dimenticano la battuta, maestre in lacrime. Basta. Niente più poesie a memoria, niente più recite, niente più felicità dei bambini in orario scolastico. E soprattutto: basta Mariah Carey in filodiffusione per tutto dicembre. Trenta giorni di “All I Want for Christmas” sono una violenza sonora che nessuna Commissione del Silenzio potrebbe tollerare.
E basta con agnelli scrificali e uova sode
Via Crucis, processioni e gite fuori porta bloccano il traffico a chi vuole andare al mare. Il Carnevale, poi, con quella cafonata dei carri allegorici: mesi di cartapesta, colla e passione per costruire enormi pupazzi che sfilano lentamente, con il rischio evidente che qualcuno si diverta. Meglio incanalare tanta creatività in cose serie ed ecologiche, meglio le presentazioni in PowerPoint. Le maestranze potranno riconvertirsi in produttori di scatole per scarpe, molto più moderne.
Per non sbagliare eliminare armi scudi elmi, e le feste medievali.
Fuori contesto, dicono, perché cosa c'entra il passato con il presente? Aboliamo le rievocazioni, i palii, gli sbandieratori e, già che ci siamo, i musei: pieni di roba vecchia che non fa nemmeno la raccolta differenziata. Un bel cartello all'ingresso della città: «Qui non è successo niente».
Per una vita sana via la puzza di crespelle (e i botti)
Zeppole, panzerotti, zucchero filato: un profumo che si insinua nei vestiti e nei ricordi d'infanzia e ti riporta dritto al passato, quindi inaccettabile. Le friggitorie lasceranno il posto a un moderno diffusore di essenza di «ufficio appena sanificato». E le bancarelle dei fuochi d'artificio, con la città trasformata in armeria militare, cederanno il posto a lampade solari e programmate con effetti pirotecnici, con certificato di gioia contenuta. Lo stadio diventerà un parco per la meditazione, le sagre seminari sulla sobrietà alimentare, i concerti solo se muniti di cuffie, in stile "silent disco".
Ed ecco per tutti la nuova festa ufficiale: Halloween, naturalmente
Moderna, internazionale, già bella e pronta. Certo, comporta zucche, bambini che bussano alle porte, cortei di mostri, marciapiedi occupati e qualche decibel. Ma questo è diverso: quando lo fanno gli altri è cultura, quando lo facciamo noi è disordine. E poi, a essere pignoli, anche Halloween ha radici celtiche di secoli fa: un passato scomodo che andrebbe cancellato pure lui. Ma è un dettaglio. Il criterio è che il fastidio va eliminato, a meno che non sia il nostro fastidio: quello è progresso.
Il regolamento di fine feste
Per evitare ripensamenti non basta una semplice ordinanza, è necessaria una delibera con tanto di regolamento che istituisca con minuzia e precisione:
• Registro dei fastidi: con dieci firme la sospensione, con venti la cancellazione, con cinquanta un editoriale sarcastico e un applauso di commenti.
• Commissione del Silenzio: composta da chi ha già dato fastidio a qualcosa, verifica che nessuno si diverta senza autorizzazione.
• Calendario ridotto: un solo giorno festivo l'anno, a rotazione tra i lamentosi. Quest'anno sceglie chi ha protestato per primo.
• Ufficio delle cancellazioni: dotato di un tablet e di un deodorante ambientale, rimuove tradizioni, dialetti, ricette della nonna, statue, campane e cognomi troppo antichi.
Verso il futuro con l’IA
Modernità, modernità! Il domani è luminoso, pulito, profumato di detersivo. Una città liscia come un tavolo d'ospedale, senza odori, senza voci, senza processioni, senza cartapesta, senza tamburi, senza nonne che tramandano. Dove nessuno sa più perché sia lì, ma in compenso nessuno disturba nessuno. Il passato, si sa, è scomodo e puzzolente: fatto di sudore, di fatica, di popolo, di gente che cantava mentre lavorava. Meglio toglierlo di mezzo e ripartire da zero, come un albero che per non avere foglie in autunno si fa tagliare le radici.
Il Grinch, ricordate? Portò via alberi, addobbi e banchetti, fino all'ultima briciola di festa, e poi aspettò sulla vetta il lamento degli abitanti. Ma la mattina di Natale gli abitanti cantarono lo stesso. E il Grinch capì che la festa non stava negli oggetti: stava nella gente. Il suo cuore, a quel punto, crebbe di tre taglie.
Noi preferiamo Whoville: rumorosa, imperfetta, piena di gente viva che si incontra, con la sua Madonna, il suo Natale, la sua Pasqua, i suoi carri, i suoi tamburi e, se proprio serve, anche una serata di Halloween per i bambini. Perché una città che sa fare festa non ha bisogno di sceglierne una sola.
Le feste non sono solo un patrimonio culturale identitario di una comunità, ma l'occasione per incontrarsi, per saper accogliere e condividere i cittadini dell'area metropolitana essendo questa la città centrale dell'intero territorio, dovrebbe essere all'altezza del ruolo attraverso un'organizzazione se si espande e non si contrae. Come migliaia di reggini si mobilitano per partecipare alle celebrazioni nei diversi comuni del territorio e i nostri dirimpettai la città di Reggio deve saper svolgere questo il ruolo d'indirizzo fino in fondo con organizzazione e servizi che una grande città deve sapere interpretare.
E quanto al Grinch di turno, nessun rancore: la porta è aperta. Gli riserviamo un posto a tavola, accanto alle zeppole. Vedrà che il cuore, alla lunga, si allarga.
La Redazione
P.S. Per i lettori che si fossero offesi da questo editoriale: potete iscrivervi al Registro dei fastidi. Sarete richiamati entro il prossimo Natale, se ancora esisterà.