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Reggina-Vibonese 1-1: gli amaranto frenano al Granillo

Manca ancora qualcosa per diventare squadra dominante

di Salvatore Pani - 12 ottobre 2026 08:30

Sette giorni fa ci si era avvicinati alla trasferta contro il Trapani consapevoli del primo posto del Girone I di Serie D dopo cinque giornate, consolidato con merito ed a suon di risultati rotondi e convincenti . Una gara, nella quale, si era già vista una squadra meno competitiva rispetto le precedenti gare. Il pensiero comune “non si può vincere ogni a gara” si infrange parallelamente nella silenziosa speranza due giorni dopo, di poter guardare con fiducia e risultati una bella prestazione in Coppa Italia. 

La realtà dei fatti è che, al termine di questa settimana, la Reggina e i tifosi si svegliano da una favola iniziale avendo  in mano poco o nulla rispetto a quanto atteso e sperato. La squadra ammazza campionato soprattutto considerato quanto visto durante il mese di settembre, non è la Reggina.

Oltre l’imbattibilità , si è interrotta la serie di “cleen sheet” e la striscia di vittorie in campionato e al Granillo. Ma questo è un elemento irrilevante. Al di là dei record e delle statistiche, l’idea che la formazione amaranto ha dato in queste ultime tre uscite è di una compagine con il freno a mano tirato ,con reparti non legati come prima, e con una maggiore insicurezza, complice anche il momento poco brillante in fase realizzativa e in termini di risultati.

La cronaca della partita.

La Reggina scende in campo davanti a quasi 7.000 spettatori di cui circa 300 ospiti.

Il mister sceglie la coppia Alma- Magrassi, supportati da Rotulo.

La partita si sblocca al 29’ del primo tempo grazie a un goal del solito Toscano, che emerge sempre di più come il valore aggiunto di questa squadra, ancor più in questo momento di magra per i finalizzatori e di scarsa imprevedibilità nei singoli. 

L’ex Genoa insacca da fuori area un tiro di grande caratura che vale l’1-0 per gli uomini di Marchionni.

Dopo il vantaggio, la Reggina, fino alla fine della prima fazione, batte colpo su colpo e interpreta benissimo la gara adattandosi al momento.

Nel secondo tempo,  arriva il pari al 59’ di Cosenday bravo a finalizzare un cross dalla sinistra di Marsico, complice un rimpallo difensivo ben sfruttato dagli ipponici, da una disattenzione che fa il cumulo con altre che hanno caratterizzato la difesa amaranto durante la partita, anche per merito della Vibonese, che si presentava alla sfida come in salute e, di fatto ne ha dato dimostrazione, entrando spesso nell’area di rigore di Lagonigro con estrema facilità.

Subito il pari, la Reggina si schiaccia e Marchionni cambia gradualmente le carte ; il tecnico amaranto conclude la gara con Jallow,  Magrassi, Reis e Guida tutti campo. Nonostante l’espulsione di Castro (VV) e circa  venti minuti giocati con quattro punte e con l’uomo in più, la Reggina non riesce a sfondare. E quello che si vede non sembra più un problema legato ai singoli ma a un deficit nei ruoli.

Cosa lascia questo pareggio 

Per la Reggina è un risultato che solleva interrogativi. Dopo un primo tempo concluso in vantaggio, la squadra amaranto ha perso incisività nella ripresa, concedendo alla Vibonese la possibilità di rientrare in partita.

L’intero reparto d’attacco, non ha finora dato forti segnali di affidabilità, salvo degli spunti iniziali di Reis nelle prime due gare, e poco altro di veramente rilevante in tal senso. 

Durante le prime 5 gare si arrivava in porta in scioltezza e attaccando la profondità, adesso un gioco del genere non sembra sempre possibile o sempre permesso dagli avversari, che, in questo campionato, non sono affatto degli sprovveduti.

Se all’assenza del centravanti sopperiva Abonckelet (ieri pomeriggio zero minuti), per il momento il senegalese sta giocando poco e comunque le partite non possono sempre risolverle i centrocampisti. Un campionato combattuto come questo necessita di un giocatore che sposti gli equilibri in maniera netta e che vinca le partite da solo.

Tifoseria, aspettative e mentalità.

L’ambiente impaziente del Granillo certamente aiuta poco questi ragazzi,  molti dei quali sono giovanissimi. Il mister gode della fiducia della società e non avrebbe senso discuterne la posizone. Nonostante una settimana nerissima e inimmaginabile non rimane oggi che prendere atto delle defezioni e disattenzioni ed essere positivi ed equilibrati nel dare giudizi ad una creatura ancora fragile, che in ogni caso è davanti a tutti nel torneo. Un capitale che consente di mantenere la lucidità ma anche emergere ansie di un recente passato.