Politica

Cannizzaro presenta la sua Giunta

L’equilibrio c’è, ma il potere politico è ancora tutto da distribuire

di Francesco Nicolò - 05 luglio 2026 08:30

L’opinione 

L’anticipazione della presentazione della Giunta rispetto al primo Consiglio comunale del 6 luglio non è un dettaglio di calendario. Inizialmente il debutto della nuova amministrazione avrebbe dovuto coincidere con la seduta inaugurale dell’Arena dello Stretto, quando sarebbero stati presentati contestualmente gli assessori e i consiglieri chiamati a surrogare i componenti della Giunta.

La decisione di anticipare le nomine racconta invece una scelta diversa: chiudere subito la partita più delicata, quella degli equilibri interni alla maggioranza. Una volta raggiunta l’intesa, il sindaco ha preferito renderla immediatamente pubblica, evitando che i giorni precedenti al Consiglio alimentassero nuove richieste o riaprissero trattative (troppi rumors e fughe di notizie)

Sul piano politico, la prima impressione è chiara: Cannizzaro non ha voluto un vincitore tra gli alleati.

Ogni forza della coalizione ottiene una rappresentanza nell’esecutivo. Reggio Futura, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Alternativa Popolare siedono allo stesso tavolo senza che nessuno possa rivendicare una posizione predominante. È una Giunta costruita sull’equilibrio, non sui rapporti di forza emersi dalle urne.

La scelta di affidare i dossier più complessi – grandi opere, urbanistica, pianificazione territoriale, infrastrutture strategiche, porto, aeroporto e waterfront – a figure esterne appare coerente con l’impostazione annunciata durante la campagna elettorale: le competenze tecniche nei settori chiamati a gestire gli investimenti più rilevanti, la rappresentanza politica negli altri ambiti dell’amministrazione.

Queste scelte di ricercare l’equilibrio aprono riflessioni conseguenti: la Lega entra in Giunta con un solo assessore, ma esce dalle elezioni con una rappresentanza consiliare significativa. Politicamente il suo peso va ben oltre una sola casella nell’esecutivo e la pone sullo stesso piano delle altre principali componenti della maggioranza. Rappresenta in assoluto la novità più importante per il partito di Salvini ed il peso di Mattiani nella cittá Metropolitana. L’assessorato alle Manutenzioni, affidato ad Antonino Caridi, non è tra quelli che tradizionalmente vengono considerati di maggiore peso strategico. Non gestisce grandi risorse di programmazione né le grandi opere, ma è un assessorato con un’elevata esposizione pubblica: strade, marciapiedi, illuminazione, scuole, verde e interventi quotidiani sono ciò che i cittadini percepiscono maggiormente.

Lo stesso ragionamento può essere esteso all’area politica rappresentata da Reggio Futura riconducibile a Giuseppe Scopelliti. Ridurre il suo ruolo alla presenza di un assessore appare lettura improbabile. Il contributo dato alla costruzione della coalizione e il consenso raccolto fanno pensare che quella componente sia destinata a esercitare un’influenza che andrà oltre la composizione della Giunta.

C’è poi la lista Cannizzaro Sindaco, che ha rappresentato il principale contenitore elettorale della candidatura del sindaco e ha raccolto un consenso importante, oggi non emerge come protagonista dell’esecutivo. È una scelta che può essere letta come un segnale di equilibrio verso gli alleati: evitare che la lista del sindaco apparisse egemone già nella formazione della Giunta. Ma è difficile immaginare che il peso politico espresso da quella lista rimanga senza una successiva valorizzazione. 

L’impressione è che quella presentata oggi sia l’ossatura dell’esecutivo, ma non ancora l’intera architettura del governo cittadino. Alcuni dossier strategici non trovano infatti una collocazione esplicita nelle deleghe assegnate e richiederanno inevitabilmente ulteriori scelte organizzative.

Chi coordinerà i grandi programmi finanziati dall’Unione Europea? Chi seguirà la programmazione strategica della città? A chi saranno affidati i rapporti con i quartieri, con i comitati, con il tessuto associativo e con le categorie produttive? Chi farà da raccordo tra la Giunta e una maggioranza consiliare ampia e articolata? La polizia locale e gli organismi di controllo? 

 Interrogativi che oggi restano aperti e che potrebbero trovare risposta attraverso consiglieri delegati, incarichi speciali o organismi di coordinamento. Sarebbe anche il modo per dare un ruolo politico alle componenti della maggioranza che, almeno in questa prima fase, non trovano piena rappresentanza nell’esecutivo.

Per questo la Giunta annunciata oggi non sembra chiudere la partita politica. Piuttosto, ne apre una nuova. 

Con la distribuzione degli assessorati ha garantito l’equilibrio della coalizione. La distribuzione delle responsabilità che ancora mancano dirà invece quale sarà il vero modello di governo che Cannizzaro intende costruire per Reggio Calabria.