Porto di Bagnara, verso la cantierizzazione: trasmesso il PFTE.
Ora inizia la partita decisiva delle autorizzazioni
di Redazione - 12 agosto 2026 14:21
BAGNARA CALABRA – Il porto di Bagnara entra in una fase decisiva. Dopo una lunga stagione caratterizzata da complessità amministrative, tecniche e autorizzative, l’Amministrazione guidata da Pistolesi imprime un’accelerazione al percorso per la riqualificazione e la messa in sicurezza delle infrastrutture portuali, con un ruolo particolarmente rilevante dell’assessore Giuseppe Surace, che ha seguito da vicino il percorso necessario a rimettere in movimento interventi considerati strategici per il futuro della marina.
Il passaggio formale più importante è arrivato proprio ieri, 11 agosto 2026, con la trasmissione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) e l’avvio della Conferenza di Servizi semplificata prevista dall’articolo 38 del D.Lgs. 36/2023. Il Comune ha trasmesso la documentazione a un articolato sistema di amministrazioni ed enti chiamati a esprimere pareri, nulla osta e autorizzazioni.
Due interventi, oltre 20 milioni di euro
La posta in gioco è particolarmente importante. Il Comune di Bagnara è infatti beneficiario di due distinti finanziamenti destinati al porto.
Il primo, di 9,3 milioni di euro, riguarda la messa in sicurezza del molo di sopraflutto ed è finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito del Piano di Azione e Coesione 2014/2020. Il secondo, di 11.282.443,53 euro, è un finanziamento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti destinato alla riqualificazione e messa in sicurezza dell’area portuale.
Si tratta di un programma complessivo che supera i 20,5 milioni di euro, destinato a intervenire su infrastrutture indispensabili non soltanto per la sicurezza, ma anche per restituire piena funzionalità alla marina e creare le condizioni per il suo sviluppo.
L'accelerazione dell'Amministrazione Pistolesi
Il percorso non è stato semplice. I tempi necessari per arrivare alla definizione del PFTE, insieme alla complessità tecnica degli interventi, ritardi nell’assegnazione per ricorsi e alla pluralità degli enti coinvolti, hanno progressivamente ristretto i margini temporali per arrivare alla completa realizzazione delle opere entro le scadenze originariamente previste per il finanziamento ministeriale.
Un passaggio significativo era già arrivato con la delibera di Giunta n. 62 del 26 maggio 2026, con la quale sono stati approvati criteri e indirizzi per procedere all'affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dell'esecuzione dei lavori mediante appalto integrato, articolando l'intervento nei due lotti relativi al molo di sopraflutto e alla riqualificazione dell'area portuale.
Oggi, con l'invio del PFTE agli enti competenti, si compie un ulteriore passo avanti.
Il lavoro tecnico dietro le quinte
Accanto all’accelerazione impressa dall’Amministrazione e al lavoro politico dell’assessore Surace, c’è però un altro elemento che merita di essere riconosciuto: il lavoro tecnico e organizzativo svolto dal Responsabile unico del progetto, l’ing. Giuseppe Mercurio.
In una realtà come quella di Bagnara, dove il servizio tecnico comunale dispone di risorse umane necessariamente ristrette rispetto alla complessità e alla dimensione degli interventi in campo, il ruolo del RUP assume un peso particolarmente significativo. L’ing. Mercurio ha infatti costruito attorno a sé uno staff tecnico, riuscendo a coinvolgere e coordinare il personale disponibile e a organizzare le diverse competenze necessarie per seguire un procedimento di questa portata.
Si tratta di un lavoro che spesso rimane lontano dai riflettori, ma che costituisce la condizione concreta perché le scelte dell’Amministrazione possano trasformarsi in atti, progetti e procedure. Coordinare progettazione, verifiche, interlocuzioni con i progettisti, valutare tempistiche, documentazione amministrativa e rapporti con i numerosi enti coinvolti significa gestire quotidianamente una macchina complessa, soprattutto quando si lavora con tempi ristretti e su interventi che erano rimasti fermi per anni. All’ing Mercurio si deve riconoscere la capacità, la determinazione e fermezza nel portare avanti in questi anni importanti opere pubbliche a vantaggio dei cittadini nonchè la "normale" gestione delle attività tecnico amministrative.
Il valore del risultato raggiunto con la trasmissione del PFTE e l’avvio della Conferenza dei Servizi va quindi letto anche sotto questo profilo: il settore tecnico è riuscito a rimettere in moto procedimenti complessi e a portarli a un livello di definizione che consente oggi di affrontare la fase delle autorizzazioni.
All’ing. Mercurio e al personale tecnico che ha collaborato a questo percorso va dunque attribuito il giusto plauso. È un lavoro dietro le quinte, meno visibile di quello politico e amministrativo, ma senza il quale le iniziative dell’Amministrazione non potrebbero concretamente avanzare.
Il risultato di oggi, in altre parole, non è soltanto una scadenza rispettata o un documento trasmesso: è il segnale che una struttura tecnica, pur con risorse limitate, è riuscita a organizzarsi attorno a un obiettivo e a sbloccare iniziative che per anni erano rimaste in una condizione di sostanziale immobilità.
Ora la Conferenza dei Servizi
La Conferenza di Servizi rappresenta adesso il passaggio amministrativo centrale. Il Comune ha chiesto agli enti coinvolti di esprimere i propri pareri entro 45 giorni, mentre la normativa prevede, per l'approvazione del PFTE, un termine massimo di conclusione della conferenza di 60 giorni, prorogabile di ulteriori 10 giorni nei casi previsti dalla legge.
È un passaggio particolarmente delicato perché sul progetto sono chiamati a pronunciarsi numerosi soggetti: Regione Calabria, Ministeri, Capitaneria di Porto, Soprintendenza, Agenzia del Demanio, ARPACAL, Autorità di Bacino e Città Metropolitana, tra gli altri. L'elenco dei destinatari della Conferenza dà immediatamente la misura della complessità dell'operazione.
Il problema delle scadenze: salvaguardare le risorse
Il punto politicamente e amministrativamente più delicato riguarda però il finanziamento ministeriale. I tempi accumulati nella fase progettuale hanno fatto sì che la finestra disponibile per completare l'intero intervento si sia ridotta drasticamente. Pensare oggi di realizzare l'intero programma entro i termini originariamente collegati al finanziamento significa confrontarsi con una difficoltà oggettiva.
L'Amministrazione ne è consapevole e, proprio per questo, la strategia non può limitarsi alla semplice corsa contro il tempo. La priorità diventa salvaguardare le risorse già assegnate a Bagnara, evitando che le difficoltà di attuazione dell'intervento nella sua configurazione complessiva possano trasformarsi nella perdita del finanziamento.
In questa direzione, secondo quanto emerge dal confronto politico-amministrativo, si stanno già valutando soluzioni alternative e percorsi condivisi con gli enti finanziatori, con l'obiettivo di mantenere le risorse destinate al porto e consentire comunque la realizzazione degli interventi più urgenti e strategici.
È una partita che va giocata contemporaneamente su due tavoli: accelerare al massimo ciò che è tecnicamente e amministrativamente possibile e, allo stesso tempo, costruire con il Ministero una soluzione che impedisca la dispersione delle risorse.
Surace: «Il porto non può perdere questa occasione»
In questo quadro si inserisce il lavoro dell'assessore Giuseppe Surace, che ha posto il tema del porto tra le priorità dell'azione amministrativa, accompagnando il percorso che oggi arriva alla Conferenza dei Servizi. Il dossier porto, preso in carico dall’assessore dopo la sua nomina, ha trovato finalmente un ritmo e una costanza che hanno consentito di arrivare all’attuale fase progettuale e procedurale. Un'accelerazione che oggi trova un riscontro concreto nella trasmissione del PFTE e nell’avvio della Conferenza dei Servizi, formalizzata dal Comune l’11 agosto 2026
La rete istituzionale è decisiva
Ed è qui che anche il ruolo politico dell’assessore Surace può assumere un significato più ampio. Il suo significativo legame con i vertici regionali e nazionali può oggi rappresentare una delle chiavi per superare le difficoltà accumulate nel passato e aprire un confronto diretto con gli interlocutori istituzionali dai quali dipende la salvaguardia del finanziamento.
L'obiettivo non è soltanto realizzare delle opere, ma creare le condizioni affinché il porto possa tornare ad essere una vera infrastruttura di sviluppo per Bagnara: sicurezza, funzionalità delle banchine e delle infrastrutture, attività della marina e capacità di attrarre nuove iniziative economiche e turistiche sono aspetti strettamente collegati.