Politica

Porto di Reggio, 100 milioni per cambiare il volto dello scalo. E lo Stretto torna al centro della strategia

Un porto più moderno, più sostenibile e soprattutto più integrato con la città e con il sistema dello Stretto.

di Francesco Nicolò - 05 ottobre 2026 20:40

È questa la prospettiva emersa oggi a Palazzo Alvaro, dove è stato presentato il maxi programma di interventi da circa 100 milioni di euro, finanziato attraverso risorse PNRR e gli emendamenti Cannizzaro.

Il progetto mette insieme interventi diversi, ma con un unico obiettivo: trasformare progressivamente il porto di Reggio da infrastruttura separata dal tessuto urbano a elemento centrale della città.

Tra gli interventi più significativi c’è il cold ironing, il sistema che consentirà alle navi ferme in banchina di alimentarsi direttamente con energia elettrica, riducendo il ricorso ai motori ausiliari alimentati a combustibile e, di conseguenza, le emissioni in prossimità della città.

Previsti inoltre interventi per migliorare la sicurezza e gli accessi portuali, il dragaggio dello specchio acqueo interno e l’ammodernamento degli arredi delle aree di banchina.

Particolare attenzione è stata riservata all’area di Pentimele già interessata da interventi di ristrutturazione e rimozione di ruderi, dove il programma punta alla riconversione e allo sviluppo delle attività economiche già presenti, con l’idea di valorizzare una porzione strategica del fronte portuale.

La riqualificazione del porto di Reggio per trasformarlo in una destinazione 

Sul piano infrastrutturale assume particolare rilievo la banchina di ponente, destinata a diventare il nuovo punto di riferimento per il traffico crocieristico. L’intervento, stimato in circa 40 milioni di euro, non dispone però ancora del relativo finanziamento.

È proprio qui che si registra una delle novità più importanti emerse oggi: il terminal crociere sarà traslato sulla banchina di ponente, dopo l’esito non favorevole del PFTE relativo all’attuale soluzione.

Le risorse precedentemente destinate alla realizzazione del terminal saranno quindi utilizzate per avviare la progettazione della nuova banchina destinata alle navi da crociera.

Un cambio di impostazione che potrebbe modificare significativamente l’assetto futuro del porto. 

Servizi, banchine, connettività, capacità e arredi gli assi su cui si sviluppa la ridefinizione di una infrastruttura portuale anonima.

Ma il progetto non guarda soltanto alle navi.

La riqualificazione delle aree interne dovrebbe consentire anche la realizzazione di una pista ciclopedonale, con l’obiettivo di ricucire il rapporto tra la città e il suo porto e restituire ai cittadini una parte del waterfront.

Sulla banchina di levante sono invece previsti interventi di riqualificazione del fabbricato Cementir ad uso congressuale e la restituzione dell’ex  Onda Marina fortemente sostenuta dalla città. Intervento quest’ultimo gravato da situazioni tecniche al vaglio dei professionisti incaricati.

Sul fronte più strettamente portuale saranno ammodernati gli ormeggi esistenti, progettato un nuovo ormeggio destinato alle navi veloci e consolidata la banchina Margottini, nell’area adiacente all’ormeggio degli aliscafi.

Il porto di Reggio dentro il sistema dello Stretto

La giornata ha avuto però anche un significato più ampio.

Il sindaco di Messina Basile il sindaco della città di Reggio Calabria Cannizzaro e il presidente Rizzo  dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto hanno sottoscritto un protocollo finalizzato a rafforzare la collaborazione istituzionale e a rendere più incisiva l’azione per una concreta mobilità dell’area integrata dello Stretto.

In questa prospettiva assume un ruolo particolare il pontile a servizio dell’aeroporto, individuato come possibile terminale strategico per gli utenti messinesi.

L’idea è quella di superare una concezione dello Stretto come semplice separazione geografica e affrontarlo invece come un unico sistema territoriale, nel quale porti, aeroporto e collegamenti marittimi devono essere messi in relazione. 

Dalla spiaggia del lungomare alle  tariffe del trasporto 

Al termine dell’incontro abbiamo posto al sindaco Cannizzaro due questioni che riguardano direttamente il rapporto tra porto e città.

La prima: di utilizzare, laddove tecnicamente e ambientalmente possibile, le sabbie provenienti dai dragaggi per migliorare la fruibilità della spiaggia antistante la città  per trasformarla in una vero attrattore?

Cannizzaro ha risposto che la possibilità di ripascimento sarà valutata con i tecnici.

Ma ha annunciato anche una novità per la prossima stagione: banchine mobili che consentiranno attracchi diretti sul lungomare, per offrire la possibilità di accedere ai lidi e servizi di ristoro.

La seconda questione riguarda invece uno dei problemi storici dello Stretto: il costo dei collegamenti tra le due sponde.

Alla domanda se il protocollo possa tradursi anche in un’azione concreta per ottenere una riduzione, attraverso forme di socializzazione, delle tariffe del trasporto marittimo e gommato, la risposta del sindaco è stata netta: il protocollo, ha spiegato, non dovrà essere una passerella, ma uno strumento attraverso il quale Reggio e Messina potranno agire insieme nei confronti del Governo per ottenere una riduzione dei costi del trasporto.

Ed è forse proprio questo il passaggio che merita maggiore attenzione.

Perché i 100 milioni destinati al porto possono cambiare infrastrutture, banchine e servizi. Ma la vera sfida sarà capire se questa trasformazione riuscirà a produrre anche un nuovo rapporto tra il porto e la città e, soprattutto, tra le due sponde dello Stretto.

Il porto, in questa prospettiva, non sarebbe più soltanto il luogo in cui arrivano e partono le navi.

Potrebbe diventare uno dei punti attraverso cui Reggio riconquista il rapporto con il mare e lo Stretto torna ad essere, più che una distanza da attraversare, un sistema territoriale da integrare.